HR Link porta il business development al centro dell’Innovation Training Summit

Valorizzazione del capitale umano, formazione innovativa e leadership strategica al centro del dibattito per costruire il futuro delle imprese

Il fil rouge che ha unito tutti gli interventi della sessione curata da HR Link durante l’Innovation Training Summit – a Roma il 3 aprile 2025 – è stato chiaro: lo sviluppo del business non è un obiettivo separato dal lavoro sulle persone, ma ne è una diretta conseguenza.
Quello che è emerso in ogni intervento è che l’impresa che vuole crescere oggi ha bisogno di investire in competenze, innovazione e creare ambienti che favoriscano apprendimento, engagement e identità.

Gli interventi che hanno avuto luogo durante la sessione curata da HR Link dedicata al business development hanno identificato una roadmap concreta per lo sviluppo del business basato sullo sviluppo delle persone, innovazione e visione strategica.

A guidare la sessione, Simona Ciotti (HR Linlk), che ha commentato: “Lo sviluppo del business oggi non può prescindere dalla valorizzazione del capitale umano, dall’adozione di nuove metodologie formative e da un modello di leadership capace di stimolare crescita, engagement e innovazione.”

Crafting leadership e dialogo

La trattazione del tema della leadership ha aperto e chiuso la sessione dedicata al business development, iniziando con il panel guidato dal coach ed esperto in organizzazione aziendale, Michele Moroni che, assieme a Roberto Sibilia (ME-TODO), Pietro Maria Picogna (Pack) e Rosanna Liseno (Progetto Counseling) hanno sottolineato come lo sviluppo del business con il capitale umano interno all’organizzazione passi attraverso la consapevolezza delle necessità formative e la loro attuazione basata sui bisogni che sono compresi e condivisi e di cui capi e collaboratori si rendono realmente responsabili all’interno di un percorso di crescita personalizzato.

A conclusione della mattinata, il modello della crafting leadership presentato da Laura Borgogni, professoressa ordinaria di Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni (Sapienza Università di Roma), ha evidenziato gli elementi strutturali di una leadership su misura capace di fornire ai leader gli strumenti per proporsi come facilitatori di un processo che aiuti i collaboratori a modellare i propri ruoli coerentemente alle proprie specificità.

Al fine di favorire il benessere e l’engagement delle persone a lavoro, risulta infatti fondamentale che ognuno percepisca il proprio lavoro come un’opportunità per esprimere le proprie inclinazioni e potenzialità.

Dove trovare i fondi per la formazione

Una delle sezioni più significative della mattinata è stata dedicata al ruolo strategico dei fondi interprofessionali e strumenti finanziari per la formazione. L’accesso a queste risorse consente alle aziende di: ridurre i costi della formazione, certificare competenze chiave, aumentare attrattività e valore aziendale, sia per clienti che investitori.

In questo senso, i fondi diventano abilitatori di competitività e innovazione soprattutto in un panorama in cui la rapidità del cambiamento richiede skill aggiornati in tempo reale. Sono stati due i momenti dedicati al complesso tema dei fondi per la formazione.

L’esperto in fondi per la da formazione Giovanni Galvan, assieme a Michele Distefano (For.Agri), Gianfranco De Simone (Foncoop) e Massimo Di Biagio (FBA) hanno esplorato come le aziende possano aumentare competitività e compliance grazie a strumenti oggi accessibili e trasversali. Non più solo per i profili tecnici, la certificazione delle competenze è sempre più richiesta anche nei ruoli trasversali e manageriali.

I fondi interprofessionali, come enti senza fini di lucro nati da accordi tra sindacati e datori di lavoro per finanziare la formazione continua dei lavoratori, gestiscono lo 0,30% delle retribuzioni versato obbligatoriamente dai datori di lavoro per varie categorie di lavoratori, ma non organizzano direttamente i corsi.

La disciplina in merito è articolata e i fondi propongono soluzioni specifiche ognuna per il proprio settore, con la consapevolezza della necessità di fornire trasparenza nei processi che portano alla certificazione delle competenze ma anche del fatto che la concreta valutazione di queste è visibile di fatto solo nel contesto aziendale.

Dall’altro lato, il panel moderato da Paola Capoferro (People&Change 360), ha ospitato Bruno Di Pietro (FAPI), Franco Valente (Fondo Professioni), Ernesto Venditto (EduQa International), Nicola Patrizi (Confederazione FederTerziario) e ha sottolineato la necessità di PMI e micro imprese, e quelle che sono le barriere per accedere ai finanziamenti.

Il modello economico italiano è fondato sulla presenza capillare di piccole imprese, che costituiscono il 97,4% del tessuto produttivo nazionale e garantiscono il 53,8% dell’occupazione nel settore privato (fonte dati Unioncamere). Questo settore ha limiti all’accesso ai fondi per la formazione, sia per motivi di accesso, anche economici e organizzativi, e questo rappresenta un limite all’accesso alla formazione, che invece rappresenta spesso un elemento essenziale per la sopravvivenza dell’azienda stessa. È importante quindi capire come permettere a queste aziende di accedere ai fondi per la formazione ragionando in modo integrato sulle politiche attive.

Tra le altre importanti guide, una mappa dei finanziamenti per la formazione è stata anticipata anche da Fabrizio Gallante (Enzima12), nell’anticipazione del nuovo report che evidenzia i trend emergenti nel mondo della formazione e il loro impatto sul mercato del lavoro.

Innovazione nella formazione

Sono stati svariati i momenti dedicati all’innovazione della formazione, come elemento strategico per attivare sviluppo di business.

Si è partiti dal tema della formazione normata, che, se guidata da metodologie innovative e narrazione coinvolgente, da obbligo formativo si trasforma in creazione di valore ed engagement, presentato da Eleonora Benatti (Different Web).

Il fenomeno innovativo della sintesi vocale rappresenta un elemento distintivo delle aziende che propongono comunicazione, formazione e altri servizi. Riccardo Vanzetti (ReadSpeaker Italia) ha guidato una riflessione sul valore strategico della sintesi vocale: tecnologia, branding e accessibilità si uniscono per potenziare il corporate learning e la coerenza comunicativa del brand.

Il tema dell’accessibilità e inclusione economica è stato toccato da Marco Traccucci (seQura), che ha presentato soluzioni di finanziamento immediato per favorire l’accesso alla formazione anche per studenti e lavoratori in condizioni economiche limitate. Un tassello importante per promuovere educazione continua e inclusiva.

L’esperienza di Italia Nostra, presentata da Anna Di Gregorio (Italianostra) e Paolo Gull (Esri Italia), ha mostrato come la geografia digitale possa essere uno strumento di alfabetizzazione trasversale, capace di collegare discipline e sviluppare nuove forme di apprendimento. A moderare gli interventi è stato Guido Fabbri (GeoSmartCampus Panel) che ha evidenziato la metodologia dello storymap a favore di una nuova didattica interdisciplinare.

error

Condividi Hr Link