Codice degli appalti: le novità sui contratti collettivi

Il nuovo decreto sugli appalti obbliga le amministrazioni pubbliche a indicare nel bando di gara il contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) che dovrà essere applicato ai lavoratori impiegati nell’appalto

le novità del codice degli appalti pubblici 2025

Il codice degli appalti pubblici è stato recentemente investito da una serie di importanti novità: la più rilevante è l’obbligo per le amministrazioni di specificare nei bandi di gara il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro che dovrà essere applicato agli addetti impiegati nell’appalto.

L’intervento normativo, introdotto con il decreto legislativo n. 209 del 31 dicembre 2024, soddisfa una duplice necessità. Da un lato punta a garantire maggiore trasparenza nelle procedure di gara, dall’altro assicura una maggiore uniformità nelle condizioni retributive e normative dei lavoratori. Un aspetto non di poco conto, considerato il contesto in cui proprio la frammentazione contrattuale ha spesso generato disparità di trattamento all’interno dello stesso settore.

L’indicazione preventiva del CCNL mira a contrastare il fenomeno del cosiddetto dumping contrattuale,  ovvero l’applicazione di contratti meno vantaggiosi, spesso promossi da associazioni sindacali e datoriali poco rappresentative.

Un’altra novità – in realtà connessa con l’altra – riguarda l’identificazione dell’attività mediante codice ATECO. Il decreto prevede infatti che a ciascuna attività da appaltare corrisponda il codice ATECO di riferimento, un’altra procedura che porta a una maggiore chiarezza nella definizione delle condizioni contrattuali applicabili.

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